Il periodo della gravidanza è uno dei più delicati e speciali che una donna possa attraversare. Il corpo vive grandi trasformazioni sia dal punto di vista fisico che mentale, quindi richiede attenzioni particolari anche per quanto riguarda l’idratazione e il tipo di acqua da bere.

Questa ricopre un ruolo fondamentale nella vita della futura mamma e del suo bambino, perché è in grado di contrastare numerosi problemi legati al peso e alla ritenzione idrica (come i gonfiori eccessivi). Assumere acqua sana e pura riveste, quindi, un’importanza ancora maggiore per il perfetto equilibrio dell’organismo.

Caratteristiche dell’acqua da bere in gravidanza

Quali sono allora le principali caratteristiche dell’acqua che una gestante dovrebbe bere affinché sia garantito il suo benessere e quello del futuro nascituro? Questa è sicuramente una delle domande principali che una mamma si pone nel corso della gravidanza.

  • Residuo fisso: il quantitativo di sali minerali presenti nell’acqua non deve superare i 150/250 mg/litro.In caso di ritenzione idrica e gonfiori, la futura mamma può bere un’acqua minimamente mineralizzata.
  • Valori del pH: l’acqua da consumare in gravidanza dovrebbe essere leggermente alcalina e con un pH basso, perché la mamma ha bisogno di reintegrare le sostanze sottratte dal liquido amniotico basico di cui il feto ha bisogno per crescere. L’acqua alcalina è utile, inoltre, anche per attenuare il senso di nausea che solitamente caratterizza il periodo di gestazione e che è appunto dovuto proprio alla mancanza di elementi basici.
  • Nitrati: sono assolutamente vietati. Questi non devono essere presenti per alcun motivo nell’acqua che una futura mamma deve assumere, o al massimo possono essere contenuti in quantità bassissime.
  • Sodio: l’acqua utilizzata dalla donna in gravidanza dovrebbe esserne priva, perché aumenta la ritenzione idrica della gestante.

Nitrati, rischio per la futura mamma

Se i nitrati nell’acqua sono presenti in notevole quantità vuol dire che il liquido in questione è particolarmente inquinato. Di per sé i nitrati non rappresenterebbero un problema per la salute, ma lo diventano perché mediante processo chimico vengono trasformati in nitriti all’interno dell’organismo e in nitrosammine durante la digestione, queste ultime potenzialmente cancerogene.

A rischiare sono soprattutto l’intestino e lo stomaco: i nitrati possono causare intossicazioni acute nei soggetti più sensibili e con scarsa acidità gastrica, specialmente donne in gravidanza e lattanti. È quindi opportuno evitare di usare questo tipo di acqua per scopi alimentari e di bollire i cibi perché la bollitura accresce la concentrazione di nitrati.