Anche se l’acqua potabile è soggetta a rigidi e costanti controlli da parte degli acquedotti e delle ASL, nei tubi domestici possono accumularsi contaminanti e impurità che alterano qualità e sapore dell’acqua che esce dal rubinetto.

Le verifiche continue effettuate dal gestore dell’impianto idrico non assicurano, infatti, la totale assenza di agenti inquinanti: all’interno delle tubazioni può circolare acqua contenente metalli pesanti (come il piombo) o carbonato di calcio disciolto. Quest’ultimo, legato alla durezza dell’acqua potabile, non aumenta l’incidenza di avere calcoli renali (come certe false credenze sostengono), ma modifica pH e sapore dell’acqua che beviamo.

Tenendo conto delle varie sostanze da filtrare, diventa quindi importante considerare la possibilità di adottare un sistema di filtraggio basato su tecnologie di depurazione specifiche.

Cosa contiene l’acqua non filtrata

L’acqua non filtrata è un’acqua grezza che contiene innumerevoli materiali sospesi grossolani grandi una frazione di millimetro. Questi sedimenti minerali cristallizzati (come ferro e calcare) possono rendere l’acqua ferruginosa o eccessivamente dura.

L’acqua potabilizzata mediante filtrazione ha una limpidezza e una trasparenza ben visibili, ma non è detto che al suo interno non siano presenti corpi estranei. Seppur in piccolissima quantità, l’acqua non filtrata contiene varie sostanze di origine antropica e naturale (di dimensione molecolare da 0,001 a 0,01 micron), ma anche sali disciolti più piccoli di 0,001 micron.

Questo significa che ogni sostanza presente nell’acqua può essere eliminata scegliendo la giusta tecnica di filtrazione: i filtri più semplici, come quelli a sedimenti, servono per separare i corpuscoli più grossolani; i filtri ad osmosi inversa vengono invece utilizzati per rimuovere le impurità a livello ionico (per intenderci, piccole quanto i sali disciolti).

Cos’è un filtro per acqua

Come già detto, i tubi domestici e delle cisterne di raccolta di casa e del condominio possono presentare impurità e residui di varia natura. Per ripristinare la “purezza” dell’acqua versata nel nostro bicchiere, può essere opportuno installare un filtro a monte dell’impianto idrico di casa o direttamente al rubinetto.

Cosa è, quindi, la filtrazione e a cosa serve il filtro per l’acqua? La filtrazione è una tecnica che permette la rimozione delle sostanze solide disciolte nell’acqua. Stando alla definizione generale, la filtrazione è il passaggio di un gas o di un liquido attraverso un elemento che ha il compito di purificarli, eliminando tutti i corpi estranei presenti. Quella adottata negli impianti a uso domestico è una delle tante tecniche di separazione con cui migliorare la qualità dell’acqua. Questo tipo di filtrazione avviene utilizzando delle cartucce filtranti: l’acqua passa attraverso questa maglia forata, trattenendo tutto quello che ha dimensioni maggiori rispetto ai fori della barriera, il resto invece fluisce senza problemi. Più sono piccoli i fori di passaggio, più l’acqua filtrata risulta chiarificata.

Le tecniche di filtrazione esistenti sono diverse, ecco spiegata l’esistenza dei vari impianti di purificazione Clearwater: la scelta dipende principalmente da quello che l’acqua contiene e dalla qualità che si vuole raggiungere, ma tutti rispondono alla medesima esigenza di ottenere un’acqua finalmente depurata. In sintesi, il filtro serve a rendere l’acqua del rubinetto insapore, inodore e trasparente, restituendo quindi una risorsa che può essere bevuta in tutta sicurezza da ogni componente della famiglia, che non procura danni agli elettrodomestici e che è ottima anche per la cura e l’igiene personale.