L’espressione “durezza dell’acqua” è usata in riferimento alla presenza di calcare nel liquido che beviamo e usiamo in casa. Nello specifico, la durezza dell’acqua, misurata in gradi francesi (°F), indica il contenuto di sali di calcio e magnesio disciolti al suo interno.

La loro presenza condiziona il sapore dell’acqua: la soglia di sale di calcio (e quindi di sapidità) tollerata dall’uomo è intorno ai 100-300 mg/L, mentre per il magnesio il limite è decisamente inferiore. La quantità di calcio e magnesio varia in base all’origine dell’acqua dell’acquedotto; nelle nostre acque naturali sotterranee e di falda troviamo ad esempio concentrazioni di calcio superiori ai 100 mg/L e di magnesio entro i 50 mg/L.

Durezza temporanea e permanente

La durezza dell’acqua nella sua totalità si ottiene sommando durezza temporanea e durezza permanente.

La durezza temporanea è causata dal bicarbonato di magnesio Mg(HCO3)2 e dal bicarbonato di calcio Ca(HCO3)2; questi possono essere rimossi riscaldando l’acqua, operazione che riduce l’anidride carbonica. Cosa succede in questo caso: se la perdita di anidride carbonica avviene in seguito all’innalzamento della temperatura, il bicarbonato perde la sua stabilità e si divide originando il carbonato insolubile. Così facendo si forma l’incrostazione.

Per quanto riguarda, invece, la durezza permanente, questa non viene eliminata attraverso il riscaldamento per via della presenza di altri sali di magnesio e calcio, principalmente cloruri e solfati. Questi rimangono disciolti nell’acqua, quindi non danno origine a incrostazioni.

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Potabilità dell’acqua in base alla durezza

Secondo il D.Lgs 31/2001 l’acqua può essere considerata potabile se la sua durezza è compresa tra 15°F e 50°F. 1°F corrisponde a 10 mg/L di carbonato di calcio (CaCO3), in base alla cui concentrazione l’acqua è classificata come segue:

  • fino a 4°F: molto dolce
  • da 4°F a 8°F: dolce
  • da 8°F a 12°F: mediamente dura
  • da 12°F a 18°F: discretamente dura
  • da 18°F a 30°F: dura
  • oltre 30°F: molto dura.

La durezza dell’acqua è strettamente correlata anche al suo pH. Più il valore di quest’ultimo è al di sotto della neutralità, più l’acqua risulta acida, poco mineralizzata, dolce o priva di calcare. Se il pH è invece al di sopra della neutralità, la mineralizzazione dell’acqua sarà maggiore, quindi avremo un’acqua più dura, ricca di calcare e alcalina.