A causa dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento globale, le risorse idriche sono sempre meno pure e più scarse e minacciate. Per questo imparare a conoscere e a difendere il valore dell’acqua, nonché a risparmiarla, assume una rilevanza sempre maggiore.

Per quanto l’acqua potabile in Italia sia buona, le paure spesso ingiustificate sull’acqua che beviamo ogni giorno possono essere davvero numerose. Gli interrogativi che affollano la nostra mente sono tanti: l’acqua del rubinetto di casa è davvero potabile? Quanto cloro ci sarà al suo interno? Ci si può davvero fidare?

Si parla spesso di analisi dell’acqua, ma non è ben chiaro quando sia realmente necessaria. L’ambito è, infatti, abbastanza ampio e include diversi tipi di controllo della qualità dell’acqua del pozzo o di casa propria, che la si utilizzi per bere o irrigare il giardino.

Chi controlla l’acqua potabile

Per paura di ipotetiche contaminazioni microbiologiche o chimiche, molti rinunciano a bere l’acqua del rubinetto, ma questa è sottoposta a restrizioni e a continui e severi controlli da parte degli acquedotti e delle ASL che ogni anno effettuano migliaia di analisi. Sono questi enti a certificarne sicurezza e qualità.

Se l’acqua potabile è per definizione un’acqua che può essere bevuta perché caratterizzata da parametri specifici, come mai serve analizzarla? I documenti, come ad esempio l’etichetta dell’acqua, garantiscono la qualità dell’acqua potabile e la sua conformità alle norme vigenti solo fino al punto di consegna, cioè al contatore (questo è il punto di entrata dell’acquedotto in ogni proprietà privata). Il controllo dell’acqua dal punto di innesto dell’acquedotto e nel tratto finale (che è il rubinetto di casa, della scuola, dell’ufficio) spetta, invece, al privato.

Perché fare un controllo periodico dell’acqua potabile

È il privato controllore a dover verificare che i tubi non presentino infiltrazioni, che il sistema delle tubazioni idrauliche sia a norma e che, in generale, la qualità dell’acqua non sia compromessa da un punto di vista fisico, chimico e microbiologico dalla cattiva gestione dei propri impianti. Per non incappare in potenziali situazioni critiche, soprattutto per la propria salute, converrebbe controllare in maniera periodica la qualità dell’acqua del proprio rubinetto. Dovrebbero farlo tutti. Questo monitoraggio è utile anche per capire quali eventuali filtri usare per migliorare ad esempio la resa e la durata degli elettrodomestici (la durezza dell’acqua può ad esempio influire sulle misure anti-calcare da adottare).

Non è necessario effettuare l’analisi dell’acqua potabile e dei sospetti agenti contaminanti con una frequenza notevole. Conviene intensificarla solo nel caso in cui vi siano stati dei cambiamenti recenti nel territorio circostante: l’installazione di un impianto inquinante nel raggio di 10-20 km o lo spargimento di fanghi da rifiuti gettati nei campi con conseguente inquinamento delle falde acquifere. I livelli di sostanze inquinanti nelle acque della falda registrano, infatti, le variazioni in maniera lenta. Solitamente può quindi bastare compiere un’analisi annuale, magari suddividendo la spesa tra i vari condomini della proprietà privata.

Analisi dell’acqua potabile: quanto costa?

Occorre eseguire un controllo dell’acqua da soli o è meglio rivolgersi a professionisti? Tra kit fai da te e laboratori di analisi accreditati, esistono soluzioni per tutte le tasche. Bisogna però prestare attenzione: per misurare la qualità dell’acqua e la sua sicurezza non possono essere effettuate solo analisi parziali basate sul controllo di una manciata di contaminanti e parametri. I kit fai da te immessi sul mercato possono dare un’idea generale dello stato della tua acqua, ma per un’analisi approfondita occorre richiedere l’intervento degli esperti.

Per fugare ogni dubbio e conoscere la qualità dell’acqua potabile di casa propria, è possibile richiederci una consulenza gratuita affinché un nostro tecnico possa effettuare a titolo informativo e senza impegno un test dell’acqua gratuito.