Oltre all’acqua potabile del rubinetto di casa, in commercio esistono varie tipologie di acque potabili: le “acque di sorgente”, “le acque minerali naturali”, “le acque destinate al consumo umano” e le “acque affinate”. A prescindere dalla categoria di appartenenza, l’acqua potabile deve essere pulita e salubre, cioè non deve contenere al suo interno quantità di microrganismi tali da rappresentare un pericolo per la salute delle persone.

A definire il limite di concentrazione di ogni parametro concorrono le norme e i requisiti di potabilità stabiliti dalla Comunità Europea. Il D.Lgs 31/2001 (Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano), in particolare, prevede il controllo di 64 parametri chimici, fisici e microbiologici. Anche se questi nel tempo tendono a subire continui aggiornamenti, esistono tuttavia delle caratteristiche imprescindibili che un’acqua deve possedere per poter essere considerata salubre. Vediamone alcune.

Cosa rende l’acqua potabile

  • Parametri fisici: il pH deve essere compreso tra 6,5 e 9,5; la temperatura deve oscillare tra i 12° e i 25°C; il residuo fisso a 180° non deve superare i 1500 mg/l.
  • Parametri chimici: le voci da considerare in misura maggiore sono quelle relative a cloruri, nitriti, nitrati e ammoniaca. Quest’ultima deve essere assente o presente in tracce infinitesimali; i nitriti devono mancare del tutto (si tratta infatti di sostanze pericolose se ingerite, perché possono formare all’interno del corpo le nitrosammine, e queste sono cancerogene); i nitrati, preoccupanti perché possono diventare nitriti una volta entrati nell’organismo, non devono oltrepassare la soglia dei 5 mg/l; per quanto riguarda i cloruri, presenti quando l’acqua è contaminata da urine e liquami, la loro quantità non deve essere superiore ai 25 ml/l.

Tutte le acque presenti sul mercato hanno caratteristiche diverse le une dalle altre, alcune sono certamente migliori proprio in virtù di determinati parametri chimici, fisici e microbiologici. Una buona norma è quindi quella di leggere sempre l’etichetta con cura e imparare a conoscere l’INCI.